Pia Ranzato
Pia Ranzato nasce a Cittadella (Padova). Si laurea in filosofia, e dal 1971 al 1974 lavora come assistente universitaria presso la cattedra di Storia del Cinema e delle Comunicazioni di Massa dell'Università di Firenze. Nel 1982 lascia l'insegnamento per lavorare a tempo pieno nella fotografia. Ha allestito mostre personali in varie città italiane e straniere (Genova, Firenze, Siena, Ravenna, Bolzano, Trieste, Roma, La Habana, Barcellona, San Francisco, Amsterdam, Rio de Janeiro, Parigi…). Tra queste: Toscana c'era una volta. Toscana c'è ancora, Racconti d'acqua, Sguardi d'anima, Spazi vissuti, spazi conquistati, Vive l'amour, Nostalgia di futuro, Paesaggi e gente d'Italia, Donne Testarde, Raccontami l'Algeria, Afghanistan conteso. Collabora con numerose riviste e case editrici. Ha pubblicato i seguenti libri fotografici: Nostalgia di Futuro (Ed. Lavoro ‘98), Afghanistan conteso. Il sogno del ritorno (Giunti 2002); Un coraggioso faticare avanti (Firenze 2005). Ha inoltre curato il volume di Khalida Messaoudi Con gli occhi della parola (Ed, Lavoro ‘89). Ha realizzato numerosi video, tra cui Donne d'Algeri. La voglia di vivere, il coraggio di resistere; Il sogno del ritorno sulle lotte delle donne afghane; Noi delle rose; sull’esperienza di una cooperativa di lavoro con i ragazzi disabili; Le tradizioni antiche non sono verità assolute, sulla lotta delle donne africane contro le mutilazioni genitali femminili.
Dice di sé: on the road, per la strada, ho cercato e continuo a cercare, attraverso gli incontri, ascoltando le atmosfere, guardando le luci, sentendo i colori, un riconoscimento della mia identità. Sempre in viaggio, attraverso gli infiniti possibili dell'esistenza, senza filtri, senza trucchi che possano alleggerire o banalizzare il senso della solitudine e la profondità del silenzio che da vita alle piccole cose e può dilatare lo sguardo e rendere gli occhi più chiari e penetranti. Per la strada ho incontrato i miei deliri, ho vissuto i miei sogni, in un continuo andare dentro-fuori alla ricerca di racconti che hanno radici nel tempo della memoria ma che hanno bisogno di dilatazioni ed espansioni oniriche nel futuro, per affondare più salde e vitali nel presente inquieto e carico di speranza di cambiamento. Per me, nomade sedentaria, la macchina fotografica è stata ed è uno strumento, un medium, un prolungamento degli occhi e l'immagine è il racconto: un tramite tra mondi lontani, un avvicinamento stupito e rispettoso di situazioni diverse, di gente, di paesaggi, di abitudini, di culture. In viaggio senza sosta, anche quando mi aggiro per le colline toscane, nella casa dove vivo, nel mio "vicino", seguendo, sentendo, ascoltando e registrando i segni del cambiamento.
la mostra fotografica: un coraggioso faticare avanti, donne per i diritti
La battaglia delle donne per i diritti è un fenomeno di dimensioni epocali che ha segnato in modo determinante la storia contemporanea. Tuttavia essa viene sistematicamente sottovalutata, occultata o addirittura negata –velata–, in modo particolare quando a lottare sono le donne dei paesi ex-coloniali e neo-coloniali, Africa, Asia, America Latina. L’obiettivo della mostra è di contribuire alla demolizione dello stereotipo vittimista, restituendo visibilità al protagonismo delle donne. L’accostamento di immagini provenienti da continenti e paesi lontani non solo geograficamente, ma soprattutto nell’immaginario collettivo, vuole sottolineare il carattere internazionale, transnazionale, universale della lotta delle donne per la conquista dei diritti, al di là e spesso in contrasto con le rispettive “appartenenze” culturali, religiose o sociali. Accanto alle immagini di attiviste e militanti vengono presentate foto di donne ritratte negli spazi consueti della vita quotidiana che spesso è già un territorio fondamentale di resistenza e di conquista della propria autonomia. Quello che cerco di ottenere con questo accostamento all’insegna della forza e del protagonismo delle donne nelle sue diverse manifestazioni, è un effetto spiazzante che sconvolga le sicurezze di un mondo diviso in aree di “modernità” e aree di “arretratezza”, e induca a riconsiderare le molteplici forme di resistenza e di liberazione spirituale e materiale che le donne hanno saputo elaborare.
La mostra di Pia Ranzato un coraggioso faticare avanti, donne per i diritti è realizzata in collaborazione con
Commissione Regionale per la relazione delle Pari Opportunità Uomo-Donna