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Clara Sereni


Clara Sereni

 

Nata nel 1946 a Roma dove ha vissuto fino al 1991, anno in cui - con marito e figlio - si è trasferita a Perugia, città della quale è stata vicesindaco con delega alle Politiche sociali dal 1995 al 1997. Questa esperienza è confluita nel romanzo Passami il sale (Rizzoli, 2002). Clara SereniNarratrice, editorialista e traduttrice, da decenni è impegnata in politica e nel mondo associazionistico. Nel 1998, sull’onda di una difficile esperienza personale vissuta in famiglia, è stata fra i promotori della Fondazione "La città del sole" - Onlus (di cui è presidente), che costruisce progetti di vita per persone con disabilità psichica e mentale. Opinionista sulle colonne de l’Unità e de Il manifesto, ha tradotto e curato opere di Balzac, Stendhal, M.me de la Fayette. Dopo il romanzo d’esordio, Sigma epsilon (1974), ha pubblicato Casalinghitudine (Einaudi,1987), Manicomio primavera (Giunti,1989), Il gioco dei regni (Giunti,1993), romanzo le è valso il Premio della società dei Lettori di Lucca e il Premio Marotta. Sono seguiti i racconti di Eppure (Feltrinelli,1995) e gli interventi a sfondo sociale di Taccuino di un’ultimista (Feltrinelli,1998). Clara Sereni ha inoltre curato le opere collettive Mi riguarda e Si può?
Nel 2004 sono uscite Le merendanze, (Rizzoli 2004).
La difficile maternità di Clara è narrata nel film “Un silenzio particolare” girato da suo marito, il regista e sceneggiatore Stefano Rulli, attorno all'autismo del loro figlio, un film delicato e intenso, che in Italia purtroppo non ha avuto un'adeguata distribuzione.


“il libro costituisce una lettura trascinante e godibile, e rappresenta un contributo di valore per la nostra riflessione sull'impegno politico della sinistra.. nel "Gioco dei regni" Clara Sereni ci fa vedere come legami e sentimenti possano esser matrice anche in negativo dei modi dell'attività e della fede politiche. I processi sono illustrati non solo al livello più lineare, dove una fede si sostituisce a un'altra, come mostra il "religioso fervore" con cui Mimmo parla di "reverenza", "emozione", "onore immeritato" - nei confronti del partito comunista. C'è anche un livello complesso e oscuro, dove gli intensi rapporti affettivi costituiscono insieme i modelli e le vittime di altri rapporti ugualmente stretti ed esclusivi, col partito, con Stalin, con l'Urss, che risucchiano o rimpiazzano i primi. La comprensione di tali trasformazioni e spostamenti consente all'autrice di esporre con pietas gli scandali che questo libro racconta.”
Luisa Passerini


“Il vicolo era immerso ormai in una oscurità quasi completa, le donne avevano messo le sedie fuori delle case e parlavano, parlavano a non finire, il brusio si alzava sul ghetto come una nuvola di polvere… Alfonsa si volto per far fretta a Dalinda e inciampò, per un attimo perse l’equilibrio. Preoccupata del suo grembo cercò un appiglio, la sua mano incontrò una giara di coccio. Un’oscillazione, due, tre: la giara è in terra sfasciata. Un uscio oscuro vomita urli…”Che i tuoi figli crescano come grano al sole”… Dalinda la spinge via: Thecallè minmerùhain haràn. Alfonsa riconosce lo scongiuro, non ne capisce la ragione, non ha curiosità di scoprirlo… le vecchie superstizioni non hanno avuto diritto di cittadinanza in casa di suo padre…” Clara Sereni Il gioco dei regni