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Li Chen

MAD
MUSEO di ARTE delle DONNE
villa5 28 - 30 genniao 2011
 

 

CHEN LI       1972 Zhejiang (Cina) - vive tra Milano e Torino

getoutofmymind CHEN LI (640x508)

 

 

 

 

 

 
 

Calligrafa e graphic designer, Chen Li parte dall’opera per arrivare al processo originario rifacendosi alla tradizione della sua scrittura. Un processo che passa attraverso l’analisi dei linguaggi, della forma, degli strumenti, della materia e che ha come inizio non tanto l’opera come risultato finale, quanto l’opera come momento intermedio di un procedimento infinito che avviene per sottrazione.
Le lettere hanno una forma dentro la parola: arrivare a questa forma essenziale per sottrazione progressiva dall’immagine di un particolare della natura (una foglia, una conchiglia) è un aspetto importante della poetica dell’artista. (Cristina Rossi)

a MAD:

INDIPENDENZA

Installazione 2010
Tecniche miste su tela e plexiglass
cm. 100x100

 “A un artista va lasciato il diritto all’errore almeno in quanto contraddizione o ipotesi precoce o ritardata. Egli non deve tacere nulla perché in un artista il peccato più grande è l’omissione. La mia indipendenza che è la mia forza, implica la solitudine che è la mia debolezza. Odio l’indipendenza politica, la mia è quindi un’indipendenza diciamo umana, un vizio, non potrei farne a meno.” Pier Paolo Pasolini

Indipendenza è un lavoro sulla censura. In particolare sull’autocensura. Il lavoro artistico, così come ogni tipo di lavoro, è soggetto a un’autocensura. Per renderci più gradevoli, più vendibili, più giusti per il mercato, talvolta ci nascondiamo dietro a uno stile precostituito che ci rende riconoscibili. Il sistema impone delle regole, le regole del nostro lavoro. L’autocensura diventa allora uno stile di vita.

L’indipendenza umana che Pasolini descrive così bene è un valore irrinunciabile non solo per un artista, ma per ogni essere umano; per l’artista l’indipendenza è il presupposto necessario per qualunque opera o processo o progetto di opera.

La censura o l’autocensura spesso impediscono l’indipendenza o la limitano, rendendola un ibrido.

Per raccontare un’urgenza così forte di indipendenza, quasi un urlo scritto, ho scelto un carattere e un segno lineari ma imperativi. In nero e bianco. I materiali contemporanei sono gli strumenti che ho utilizzato per manipolare la forma della scrittura. Dopo molti anni dedicati alla calligrafia ho immaginato un linguaggio più contemporaneo, la tela, materiale tradizionale per eccellenza è accoppiata al plexiglass: passato e presente sono uniti in un unico corpo.