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villa5 residenza multidisciplinare per l’arte delle donne presenta

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dal 16 aprile a villa5

MERCOLEDI 16/4 INAUGURAZIONE
ATTIVISTE ATTIVISMI
ore 17,00 sculture di carta (2008) mostra di Sandra Baruzzi
per Baruzzi il corpo è innanzi tutto un luogo, dimora per eccellenza: le stanze sono invase da luci e ombre, sono deposito di memoria, territorio di analisi in cui indagarsi, contenitore di conflitti e d’armonie.
I linguaggi espressivi sono differenti, la sensibilità e l’attenzione per la materia vengono sottolineate per il variare delle scelte: porcellane, stoffe, fotografie, alluminio, carte, colori, versi. Anche la parola si aggiunge all’opera come ricerca d’espressione, autentica e inquieta, a conferma che “niente è duraturo come il mutamento” (L.Borne). sculture di carta, lavoro realizzato ad hoc per l’edizione 2008 di approdi, fotografa immagini femminili contraddittorie perché, dice Baruzzi, “così è l’universo delle donne, sfaccettature che si sovrappongono e ne costituiscono la ricchezza. La Donna è alla ricerca di un’autenticità oltre i contorni del corpo come viene percepito dagli altri ed è nel suo interno, dove pulsano emozioni, sentimenti, desideri contrastanti da ascoltare per non rimanere inguainata in stereotipi”.
ore 18,30 un’ora sola ti vorrei di Alina Marazzi proiezione del film
Un volto di donna, due voci che scherzano, poi una canzone "Soltanto un'ora, io e te…", la cantante si interrompe, la sua vita anche. Quel volto, quella voce è ciò che ad Alina Marazzi resta della madre, morta suicida quando lei aveva sette anni. La regista ricostruisce la sua vita tramite il montaggio di sequenze filmate dal nonno materno fra il 1920 e il 1970. Le immagini mute sono accompagnate dalla canzone registrata di nascosto alla stazione di Milano e dalla voce della regista, che legge le lettere e i diari scritti dalla madre, ma anche i referti medici degli ospedali psichiatrici dove la donna ha trascorso lunghi periodi. Il filo è quello del colloquio di una giovane, bella e ricca donna in apparenza pacata ma nel fondo raggelata nella vita familiare quotidiana per lei inaffrontabile per estraneità e senso di inadeguatezza.
ore 21,15 vogliamo anche le rose di Alina Marazzi (2007)
proiezione del film e incontro con la regista
Il film ripercorre la storia delle donne dalla metà degli anni ’60 fino alla fine dei ’70 per metterla in risonanza con il nostro presente conflittuale e contraddittorio, e suscitare una riflessione su temi ancora aperti o addirittura rimessi grossolanamente in discussione. Anita, Teresa e Valentina, provenienti da diverse regioni italiane e di diversa estrazione sociale, sono accomunate dalla stessa rivendicazione: non si riconoscono più nella società patriarcale e maschilista che alle donne chiede di essere madri irreprensibili e mogli obbedienti. Attraverso i loro diari, la regista narra tre episodi legati alla condizione della donna in un arco di tempo che va dalla metà degli anni '60 alla fine degli anni '70: l'emancipazione difficile di una ragazzina succube di un padre oppressivo, l'aborto clandestino di un'adolescente e l'esperienza di una femminista divisa tra amore e militanza.

continua…

 

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