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Silvia Salchi

MAD
MUSEO di ARTE delle DONNE

villa5 28 - 30 gennaio 2011

 

SILVIA SALCHI 1972 Torino (Italia)

Architetto e designer usa la fotografia e il disegno come strumenti costruttivi per riflettere sul concetto di forma e fenomeno in relazione allo spazio vissuto e inabitato.

Le scelte scenografiche di luoghi dismessi, di corpi ad alto impatto paesaggistico e reperti industriali sono il primi temi sui cui verte la sua ricerca artistica. Il contesto reale e le contingenze urbane divengono espedienti per dialogare con identità materiche talvolta astratte, lontane e immaginarie, identità che si servono della superficie architettonica come ente evocatore. Tutte le composizioni sono avvolte da un duplice carattere espressivo, si intrecciano liberi metodi sperimentali con approcci documentativi e tipologici. Tracce in cui è possibile addentrarsi in una sospensione temporale, un varco di meditazione silente in bilico tra la sensazione di estraneità per un "non luogo" e memoria di un passato da identificare. I mezzi e i supporti che adotta per comporre sono numerosi e di diversa provenienza, cartoncini e cartoni comprese le carte fotosensibili di recupero, per realizzare appunti grafici su cahiers japonais che divengono illustrazioni ad edizioni limitate, collages e miniature, interventi diretti su pareti, soffitti e pavimenti, in cui non mancano le citazioni a Bernd e Hilla Becher e ai "PhotoGrids" di Sol LeWitt.

Silvia Salchi, alterna gli esercizi artistici con numerose attività professionali nel settore della creatività di prodotto e comunicazione, exhibit design e progetti site-specific, editoria e campagne ADV online, con particolare attenzione allo sviluppo di progetti Made in Italy legati agli ambiti del recycled design ed energie sostenibili.

Attualmente è attiva in diversi progetti di reportage urbano e sociale, ultimo tra i quali “Copii de Brancusi” in collaborazione con Idee Migranti Onlus e il Gruppo Abele di Torino.

Alcune delle immagini relative agli artist's book realizzati per studi di archeologia industriale sono state scelte per la copertina e cd rom della pubblicazione: “Pianificazione del territorio e rischio tecnologico”, coordinato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in collaborazione con il Politecnico di Torino (ed. Celid, 2001).

Effettua shooting fotografici dedicati ai luoghi del lavoro nei settori industriali e artigianali relativi alle tematiche della produzione tessile nella regione Toscana per la promozione del Museo del Tessuto di Prato.

a MAD:

SUBSUIT

SILVIA SALCHI (640x237)

La selezione delle immagini esposte appartiene alla raccolta “Subsuit”, un progetto in evoluzione in cui compaiono alcune fotografie realizzate in più di 10 anni di immersione negli scenari urbani.

I pannelli sono una trasposizione delle pagine di differenti artist's book tematici collezionati in diverse dimensioni, ove ogni pagina bianca comunica con spazi e tessuti morfologici anonimi e riconoscibili. “Sub” non semplicemente legato alla parola urbano indica una profonda ricerca della parte nascosta, il sotto, il retro della natura costruita, la quale si lega a “Suit”, ad una veste che si adatta ai profili evocativi dell'infinito territorio percettivo. Vengono presentate alcune apparizioni delle città di Torino, Reykjavik, Tirana, Helsinki e Tallin come modelli mutevoli di luci e ombre, decifrabili presenze rivelate dai chiaroscuri in bianco e nero, avvolti da cromie sensibili al movimento abrasivo del tempo.

Compaiono i nomi delle città con sotteso il gioco magrittiano di negazione, invertendo il concetto analogico si comunica l'appartenenza ad un luogo per specificare che potrebbe “non essere”. Non è affatto importante siano quelle città ma spettri che alludono a “specie di spazi”, ricavati da mappe itineranti senza contorni, geografie esistenziali in cui un' affermazione possibile potrebbe essere quella di Georges Perec: “Lo spazio è un dubbio”.