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per orientarti in ATTIVISTE ATTIVISMI la sezione in cui emerge in modo più evidente il carattere di impegno civile delle opere e delle artiste. programma SETTEMBRE NOVEMBRE 2008
DOMENICA 28 settembre GIOVEDI 2 ottobre ore 21,15 ATTIVISTE ATTIVISMI anteprima DOMENICA 5 ottobre GIOVEDI 9 ottobre ore 21,15 seminari e conversazioni GIOVEDI 16 ottobre ore 21,15 ATTIVISTE ATTIVISMI anteprima
GIOVEDI 30/10 ore 21,15 VENERDI 7 novembre dalle ore 18,00 GIOVEDI 13novembre ore 21,15 seminari e conversazioni
DOMENICA 16 novembre giornata seminariale GIOVEDI 20/11 ore 21,15 GIOVEDI 27/11 ore 21,15 programma APRILE GIUGNO 2008 MERCOLEDI 16/4 INAUGURAZIONE ore 17,00 sculture di carta (2008) mostra di Sandra Baruzzi per Baruzzi il corpo è innanzi tutto un luogo, dimora per eccellenza: le stanze sono invase da luci e ombre, sono deposito di memoria, territorio di analisi in cui indagarsi, contenitore di conflitti e d’armonie.I linguaggi espressivi sono differenti, la sensibilità e l’attenzione per la materia vengono sottolineate per il variare delle scelte: porcellane, stoffe, fotografie, alluminio, carte, colori, versi. Anche la parola si aggiunge all’opera come ricerca d’espressione, autentica e inquieta, a conferma che “niente è duraturo come il mutamento” (L.Borne). sculture di carta, lavoro realizzato ad hoc per l’edizione 2008 di approdi, fotografa immagini femminili contraddittorie perché, dice Baruzzi, “così è l’universo delle donne, sfaccettature che si sovrappongono e ne costituiscono la ricchezza. La Donna è alla ricerca di un’autenticità oltre i contorni del corpo come viene percepito dagli altri ed è nel suo interno, dove pulsano emozioni, sentimenti, desideri contrastanti da ascoltare per non rimanere inguainata in stereotipi”. ore 18,30 un’ora sola ti vorrei di Alina Marazzi proiezione del film Un volto di donna, due voci che scherzano, poi una canzone "Soltanto un'ora, io e te…", la cantante si interrompe, la sua vita anche. Quel volto, quella voce è ciò che ad Alina Marazzi resta della madre, morta suicida quando lei aveva sette anni. La regista ricostruisce la sua vita tramite il montaggio di sequenze filmate dal nonno materno fra il 1920 e il 1970. Le immagini mute sono accompagnate dalla canzone registrata di nascosto alla stazione di Milano e dalla voce della regista, che legge le lettere e i diari scritti dalla madre, ma anche i referti medici degli ospedali psichiatrici dove la donna ha trascorso lunghi periodi. Il filo è quello del colloquio di una giovane, bella e ricca donna in apparenza pacata ma nel fondo raggelata nella vita familiare quotidiana per lei inaffrontabile per estraneità e senso di inadeguatezza. ore 21,15 vogliamo anche le rose di Alina Marazzi (2007) proiezione del film e incontro con la regista Il film ripercorre la storia delle donne dalla metà degli anni ’60 fino alla fine dei ’70 per metterla in risonanza con il nostro presente conflittuale e contraddittorio, e suscitare una riflessione su temi ancora aperti o addirittura rimessi grossolanamente in discussione. Anita, Teresa e Valentina, provenienti da diverse regioni italiane e di diversa estrazione sociale, sono accomunate dalla stessa rivendicazione: non si riconoscono più nella società patriarcale e maschilista che alle donne chiede di essere madri irreprensibili e mogli obbedienti. Attraverso i loro diari, la regista narra tre episodi legati alla condizione della donna in un arco di tempo che va dalla metà degli anni '60 alla fine degli anni '70: l'emancipazione difficile di una ragazzina succube di un padre oppressivo, l'aborto clandestino di un'adolescente e l'esperienza di una femminista divisa tra amore e militanza.GIOVEDI 24/4 ATTIVISTE ATTIVISMI ore 21,15 Uno virgola due (2005) di Silvia Ferreri proiezione del film e incontro con la regista Silvia Ferreri è una giovane regista che, trentenne e senza figli, un giorno ha cozzato contro una realtà che non conosceva: il mobbing feroce ai danni delle madri lavoratrici, fatto di velate minacce, finte maternità. ”sulla carta ho fatto i cinque mesi di maternità di legge, in realtà ho lavorato fino a 5 giorni prima del parto e sono tornata in ufficio 15 giorni dopo”, ricorda una di loro. Battute pesanti, vestiti ampi per nascondere la pancia e lettere di licenziamento firmate in bianco da tenere nel cassetto, che non si sa mai. Comportamenti illegali, prima ancora che odiosi, che fermano la natalità italiana a uno virgola due figli per madre, come dice il titolo, fanno lasciare il lavoro al 20% delle donne che hanno avuto un figlio e spesso impongono di rinunciare a una desiderata seconda gravidanza pur di non rivivere il mobbing da parte dell’azienda e dei colleghi. Uno virgola due, oltre ad un documentario, è diventato un libro con la prefazione di Miriam Mafai. GIOVEDI 8/5 ATTIVISTE ATTIVISMI ore 21,15 d’amore e d’odio (2008) nuovo romanzo di Maria Rosa Cutrufelli conversazione con l’autrice Attraverso le voci di sette personaggi, il romanzo ripercorre con viva immediatezza gli eventi di un tempo che è passato e insieme ancora parte del nostro presente. La narrazione comincia nel 1917, l’anno della disfatta di Caporetto, e si conclude il 31 dicembre 1999, aprendosi con le vicende di due sorelle, Nora ed Elvira, l’una crocerossina volontaria durante la Grande Guerra, l’altra militante socialista nella Torino di Gramsci e dei Consigli di Fabbrica prima che il fascismo trionfi. Sono loro le capostipiti della stirpe di donne che ci accompagna lungo i decenni - e in diverse parti d’Italia - a rivivere i drammi, le speranze e le utopie del Novecento, raccontato con le parole di gente come noi. Vincendo una sfida difficile, Maria Rosa Cutrufelli ha racchiuso il «secolo terribile» nella cornice di un romanzo intenso e originale, dove la lingua e la struttura sorreggono magnificamente la sua visione di quella lotta quotidiana tra amore e odio che chiamiamo «Storia». DOMENICA 11/5 LABORATORI rivolti alla comunità artistica danza e scrittura condotto da Antonella Usai e Marisa Porello Come nasce una danza? E da dove prende le mosse la scrittura di una pagina? Il foglio bianco e lo spazio vuoto sono due campi diversi ma aperti in modo uguale all’ascolto della nostra voce interiore. Possiamo dare libero sfogo a ciò che ci passa per la testa, cercare un dialogo con l’altro oppure affermare la nostra voglia di solitudine. L’urgenza di dire, l’esito di una ricerca, la creatività si estrinsecano in un gesto, in una serie di azioni, in una parola, in una poesia, che prima di esternarsi hanno compiuto un lungo intimo viaggio… fino alla luce. Il seminario si propone di condurre le partecipanti da una parte alla scoperta della relazione con la propria qualità di movimento, con il personale “modus danzandi” e dall’altra alla ricerca delle personali particolari modalità con cui un pensiero riesce a farsi scrittura. GIOVEDI 15/5 ANTEPRIMA SPETTACOLI ore 21,15 L’ordine delle stelle (2008) di Milli Toja proiezione del film e conversazione con la regista Il film fa parte della “bilogia” iniziata con Le pietre del sapere e ne è il seguito. E’ un film misterioso e l’autrice, per non svelare troppi segreti, ce lo racconta così: “tre donne con mantelli e cavalli giungono in una casa cercando un misterioso fagotto. Tra lo sbigottimento della loro ospite e la consapevolezza di una confusa psicanalista, si snoda la storia di questa caccia al tesoro, tra intrighi, magie e oscure presenze. Le stelle danno indicazioni che bisogna seguire e interpretare, regalano e tolgono energia. Seguire il loro percorso è difficile e occorre fare presto per evitare che le pietre del sapere si distruggano. Le pietre torneranno alla Madre? o finiranno nelle mani degli uomini della montagna? Chi sono le donne che tramano per diventare le nuove madri?”.GIOVEDI 22/5 ATTIVISTE ATTIVISMI ore 21,15 Il cartun d’le ribelliun, da Venaus a Roma a passo d’uomo (2008) di Adonella Marena proiezione del film-documentario e conversazione con la regista Una mattina dell’estate 2006 da Venaus, in Valsusa, parte una marcia che, percorrendo in 15 giorni 600 chilometri, arriva a Roma. A piedi, in treno, in bici, la marcia a bassa velocità del movimento notav esce dalla valle per far conoscere le ragioni della sua opposizione all’Alta Velocità e ai faraonici progetti delle cosiddette grandi opere. Per strada le/i marciatrici/ori incontrano persone, luoghi, eventi e bande musicali; raccolgono le voci di molte comunità costrette a subire scelte spesso inutili, costose o devastanti sul proprio territorio. Caricati su un carro-risciò decine di documenti arrivano a Roma per la consegna al governo. E’ la storia di un’utopia contagiosa che parte da una concreta e straordinaria esperienza di democrazia partecipata, da un piccolo paese tra le montagne, per incontrare nel cammino i volti di un’Italia che desidera ritrovare il senso della comunità. GIOVEDI 29/5 ANTEPRIMA SPETTACOLI ore 21,15 fluttuazioni (2008) con Soraya Pérez e Regula Idea Wagner danza e musica dal vivo Ideazione e coreografia: Soraya Pèrez - Regia e Disegno sonoro: Edy Quaggio Musiche: Regula Idea Wagner, Davide Fusi, Edy Quaggio ![]() “Spazio vuoto, zona di sviluppo di fasi di mutamento: un essere in costante trasformazione, frammenti di storie, passaggi attraverso porte invisibili in uno spazio-tempo onirico, aperto su mondi paralleli, dove il corpo diventa poesia. Una storia scritta sulla pelle. L’andamento circolare di una danza estatica esprime il disegno interiore e lo rende tangibile e pulsante. Koan del cambiamento continuo: se non vedete qualcuno per tre giorni, quando lo rivedrete non potrete essere sicuri che si tratti della stessa persona…”.GIOVEDI 5/6 SPETTACOLI ore 21,15 assoli di danza con Anna Vullo, Fabiana Ricca, Francesca Cinalli Un canto per KA performance di danza di Anna Vullo con video-installazioneil video è un progetto di Luisa Valentini, prodotto dall'associazione LIBRE. La scena immersa tra i petali di rose e un letto rappresenta il dialogo (un canto) tra la danzatrice (Ofelia) e il Dio Ka, nel ripetersi del ciclo di metamorfosi dell'essere tra nascita, morte e rinascita. I azione danzata per non spararsi di e con Fabiana Ricca video Umberto Ponti; costumi Roberta Vacchetta. Co-produzione ACTI Teatri Indipendenti e blucinQue In Italia la Chiesa, la politica, i media parlano della Famiglia come ultimo dilacerato vessillo di un’interezza ormai perduta, nucleo forte di cementazione del tessuto sociale da difendere ad ogni costo. Così si corre ai ripari, si organizzano feste aziendali o parrocchiali, si ripropongono leggi vecchie mezzo secolo, si fanno discussioni, manifestazioni, trasmissioni televisive, si interpellano psichiatri, politici, teologi, calciatori e cantanti per risolvere i conflitti delle famiglie. …si alza uno strato di nebbia che si adagia sulle coscienze. Niji di e con Francesca Cinalli Paesaggio sonoro: Paolo De Santis Una preghiera ispirata al tempo e alle sue metamorfosi, tra Oriente e Occidente, fra tradizione e rito. Una ricerca compiuta sul corpo e sulla voce in un connubio di culture: dalle suggestioni della danza butoh e della danza marziale indiana Kalarippayat, alla trance rituale dei dervisci rotanti, attraversando i sentieri della tradizione con canti giapponesi, messicani e del suditalia. In cinese antico NIJI significa riconoscere il tempo: è l’istante in cui decidiamo, è l’hic et nunc…da adesso in avanti. Il tempo in cui, per quanto oscura possa essere la nostra esistenza…un cielo di maggio si apre nei nostri cuori. “Giocate liberamente, studiate il cammino e vedrete il vento” Maestro Zeami – Teatro No secolo GIOVEDI 12/6 ATTIVISTE ATTIVISMI ore 21,15 pickles (2005) di Dalit Kimor, proiezione del film e conversazione con Ricke Merighi di tichofilm Il film racconta la storia di otto vedove palestinesi, da sempre casalinghe, che decidono di aprire una piccola fabbrica di sottaceti. L'inedito business offre uno spaccato di realtà sulla vita di queste donne coraggiose che rompono le regole per garantire a se stesse e ai propri figli un migliore avvenire.DOMENICA 22/6 LABORATORI rivolti alla comunità artistica happening vestiti sonori condotto da Regula Idea Wagner La proposta di Regula Idea Wagner alle artiste di ogni disciplina, parte dalla musica – e in specifico dalle sue ultime creazioni di “abiti sonori” in cui l’arte del suono si mescola con le capacità artigianali della sartoria e l’attualità con la memoria di antiche cantore - per inoltrarsi in una ricerca tra memoria, spiritualità e creatività delle donne, intrecciando le pratiche artistiche di poete, danzatrici, pittrici, scultrici, videomaker, musiciste e cantanti… ma anche di “artigiane” e “curiose della sperimentazione” per ri-conoscersi e ri-creare in una dimensione collettiva.
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