Maria Rosa Cutrufelli

di origine messinese, giornalista, scrittrice, saggista, ha diretto per anni a Roma Tuttestorie rivista di “racconti, letture, trame di donne”, da lei stessa fondata nel 1990. La corposa produzione saggistica risale agli anni Settanta e si addensa lungo un decennio. Citiamo tra gli altri: L’invenzione della donna (1974), al Cliente. Inchiesta sulla domanda di prostituzione, ad Imperialismo e condizione femminile in Africa Nera (1976). I romanzi di Cutrufelli sono popolati da figure femminili, da La Briganta (1991) a Complice il dubbio (1992), scelto come palinsesto per la sceneggiatura di un lungometraggio cinematografico; da Mama Africa (1993) a Canto al deserto in cui l’Africa diventa luogo di ritrovamento interiore.

La mia esperienza si chiama emigrazione. Da questo straniamento infantile nasce il desiderio non di viaggiare ma di visitare il mondo, per cogliere somiglianze e confrontare differenze”; su tali premesse si snoda il lungo viaggio-denuncia di Cutrufelli dalla Colombia alle Filippine alla Somalia e attraverso gli incontri con altre donne si schiudono gli scenari del narcotraffico, del turismo sessuale, del dramma dell’infibulazione nell’inchiesta ‘narrativa’ di Giorni d’acqua corrente (2002).
E’ proprio alla genealogia delle donne che vivono “l’esperienza diretta, dura della necessità del cambiamento” che appartiene l’ardimentosa Olympe de Gourges protagonista del romanzo La donna che visse per un sogno (2005), una Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, finalista al premio Strega. . Il suo ultimo libro: d’amore e d’odio (2008).

Cutrufelli esordisce nella narrativa per ragazzi con la leggerezza ironica di Terrona (2004), una ‘favola’ autobiografica di una bambina di otto anni che vive, con il trasferimento dalla Sicilia a Bologna, il primo ingresso nell’età ‘adulta’ della consapevolezza di sé.
 

 
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